Scheda Botanica

Crocus sativus L.

Dominio: Eukaryota (cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Liliopsida (Monocotiledoni)
Sottoclasse: Liliidae
Ordine: Liliales
FamigliaIridaceae

Fusto, organi ipogei e portamento

L’erba perenne nella parte epigea è costituita da esili foglie che raggiungono i 10-20cm di lunghezza, e dal fiore (solo nel periodo autunnale). La porzione radicale è provvista di un bulbo-tubero di forma sferica, di 3-4 cm di diametro (variabile) e 1-2 cm di altezza, rivestito da tuniche fibrose sottili di colore bruno, all’interno è carnoso e biancastro; presenza di radici avventizie. Presenta inoltre bottoni rosati sul cormo, dai quali spunteranno nuove spate e si svilupperanno i nuovi bulbilli.

Foglie: Sono foglie sessili verdi scure, lucide ed allungate, strettamente lineari, raccolte in 2-3 ciuffi avvolte da guaine biancastre, talvolta rossastre/brune, solcate all’interno.

Fiori/Apparati diversi: Fiori violacei, a forma di tubo allungato con 6 tepali (fiore esalobato), con 3 stigmi rossi e 3 stami gialli (contenenti polline); solitamente sono portati in numero da 1 a 5 per bulbo. Radici avventizie che provvedono al reperimento di nutrienti per il corpo e lo sviluppo del fiore.

Semi/Frutti: Il frutto è una capsula a 3 logge

Impollinazione: Da parte degli insetti che si dice pertanto: Entomogama

Disseminazione:  Anemocora

Fioritura: Ottobre – Novembre (variabile in base alla posizione e alla temperatura)

Distribuzione: Specie originaria probabilmente dell’Asia occidentale; coltivata in Grecia, Spagna, India, Cina,Turchia e Africa settentrionale. In Italia non è presente allo stato spontaneo ma si trovano coltivazioni al centro Italia, e Sardegna.

Ecologia: Essenza che predilige climi miti, terreni profondi sciolti, ben drenati e ricchi di sostanza organica. Vegeta fino ad altitudini di 1200 m di quota; tollera i periodi più aridi grazie alla stasi vegetativa durante la stagione estiva (sorta di quiescenza del bulbo da giugno fino all’inizio di settembre).

 

Rif. A.Bruni – M. Nicoletti, 2003,Dizionario ragionato di erboristeria e fitoterapia – Ed. Piccin, Padova